La morte di Steve Jobs e il declino di Apple – Profezia 12

by barabeke on 7 ottobre 2011 01:21

La morte di Steve Jobs segna la fine di un’era. Apple infatti, dopo aver raggiunto quest’anno il massimo splendore, conoscerà un declino insesorabile dopo l’iPhone 5. Questa 12ma delle mie profezie, la numero 12, non dipende dalla scomparsa del guru di Apple, ne ero già convinto da qualche mese e spiego il perché.

Apple ha basato le sue recenti fortune sull’essere sempre un passo o due avanti agli altri, creando innovazione soprattutto a livello di design. Penso non succederà più, e il motivo è che secondo me i mezzi di comunicazione hanno raggiunto una forma difficilmente rivoluzionabile. Se ci pensate, il progresso culturale dell’uomo è partito da una tavoletta, quella di pietra su cui i nostri antenati tramandavano conoscenza. Quella tavoletta è diventata, lentamente, prima papiro, poi carta, che a un certo punto è diventata stampata dando una netta accellerata allo scambio di informazioni, e sempre più rapidamente nell’ultimo secolo pellicola, radio transistor, televisore, e quant’altro ha preceduto il computer. Che solo 50 anni fa era una macchina ingombrantissima e oggi ce lo ritroviamo addosso, tascabile e leggero come una piuma. Una tavoletta, come ai nostri albori. Solo che oggi, invece di essere pietra fredda e silenziosa, è diventata un cervello onniscente che pulsa e connette in maniera istantanea l’umanità intera e la mette in contatto con un’intelligenza artificiale che somiglia sempre più inquietantemente a quella umana (mi riferisco a Siri, che vive dentro al nuovo iPhone 4s). Esiste un aggeggio più pratico di una tavoletta? Penso di no, non vedo che altro dovremmo maneggiare. Il passo successivo è rendere il tutto microspopico e impiantarcelo al cervello, ma non credo succederà prima di una trentina d’anni. Questo ciclo della rivoluzione del design, insomma, secondo me si è chiuso, indipendentemente dalla morte di Steve Jobs (che tuttavia resta simbolica). Ciò che si svilupperà sempre di più, rivoluzionando forse in maniera ancora più netta le nostre vite, sarà l’intelligenza della nostra tavoletta. Su questo campo Apple è per il momento un passo avanti, ma non credo reggerà a lungo la concorrenza…

Ricorderò Steve Jobs come l’uomo che ha creato le innovazioni più radicali e costruito la sua leggenda soprattutto negli ultimi anni, dopo che aveva saputo di essere malato di cancro. Penso che questa sia una delle più grandi lezioni che Steve ci ha lasciato: vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo.

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barabekeNo Gravatar ottobre 7, 2011 alle 22:04

un amico su facebook mi ha scritto:

Non sono d’accordo. Il prossimo passo secondo me sarà la proiezione olografica di schermo e tastiera unita all’eliminazione di ogni forma di memoria di massa dal terminale. Il tablet del prossimo futuro potrebbe essere un “pennino” che proietta un’interfaccia olografica interattiva per mezzo di un laser, collegato a server remoti da usare anche per la conservazione di tutti i nostri dati, compresi quelli che per ora stocchiamo nella memoria dei singoli terminali, come musica, foto o filmati. Quindi i margini di sviluppo ci sono eccome…

Caro amico, io non credo che un’ologramma possa sostituire la comoda tavoletta, per motivi antropomorfici. Come le scimmie, siamo dotati di mani di una certa dimensione, con pollici opponibili, ed esse sono il mezzo primario con cui agiamo ed esploriamo il mondo tattile che ci circonda. La tavoletta è perfetta da impugnare, e possiamo fare quasi tutto in comfort totale muovendo solo il nostro pollice. L’ologramma è una proiezione, sicuramente interagiremo con esso, ma sei sicuro che sarà facile ed immediato come muovere un pollice? In più, la tavoletta, ci permette discrezione, farci gli affari nostri anche in mezzo a una folla (a meno che qualcuno non sbirci). L’ologramma non fa questo altrettanto bene, perché è una cosa che dobbiamo proiettare da qualche parte. Troverà indubbiamente degli usi egregi, ma non lo vedo diventare un oggetto di massa come uno smartphone, non per i prossimi vent’anni almeno.

Per raggiunti limiti pratici, non credo che Apple riuscirà ancora ad innovare radicalmente nei prossimi anni, trasformando le nostre vite, come ha fatto con l’ultimo Steve Jobs. Questo ciclo della rivoluzione del design si è chiuso. Avverranno migliorie da parte di Apple, ma non rivoluzioni. Quello a cui assisteremo presto sarà un’evoluzione meravigliosa quanto inquietante dell’intelligenza della nostra tavoletta. Il primo contatto delle masse con gli antenati dei robot che verranno.

SkywalkerNo Gravatar dicembre 2, 2011 alle 08:28

Secondo me il motivo per il quale Apple rischia il declino va cercato esattamente nel suo velocissimo successo. E’ una regola abbastanza confermata nella storia, sopratutto in ambito tecnologico, che ad una velocissima ascesa corrisponde un’altra velocissima caduta, nulla è per sempre, sopratutto per sistemi “chiusi” come quello di Apple. Staremo a vedere

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